sabato 25 luglio 2009

Cold Current Productions / Centre Of Wood
E' da secoli che voglio parlaVi delle 2 labels del buon Andrea Penso, ovvero Cold Current Productions e Centre Of Wood. La prima non è certo un nome nuovo nel circuito post-industrial/ambient+alternative, è attiva dal 2oo3 e // tra i tanti // ha prodotto e co-prodotto CD e CD-R di Mushy, Macelleria Mobile Di Mezzanotte, Misantropus, Corpoparassita, Gianluca Becuzzi & Fabio Orsi, Appleyard College, la collaborazione tra Maurizio Bianchi e Sparkle in Grey, e proprio di M.B. ha appena pubblicato il nuovo CD In Existence. La 'gemella' C.O.W. invece si distingue per un'attenzione particolare a musiche se possibile ancora più intime, sincere, spontanee e poco convenzionali ___ assecondando semplicemente i gusti di Andrea ha privilegiato finora free folk e folk lo fi, shoegaze, drone, black metal, weird music di varia natura. Questa sorta di ricerca per i dettagli emotivi, 1oo% home/hand - made si è quindi concretizzata in vari CD-R e k7 in edizioni limitate, contenuti in bellissimi packaging fatti a mano con materiali in carta riciclata, foglie secche, spago, sassolini, vecchie foto, sacchetti di juta e legni. In catalogo Harps of Fuchsia Kalmia & Delphine Dora; Beggin' Your Pardon Miss Joan ; Tetlvmth ; split tra Ovskum/ Morke e Architeuthis Rex / Slowmantra; Truth Behind the Curtain; Grains ; Family Battle Snake ; Kanalkrank ; Enfer Boréal ; Maximillian I ; Abba Zabba ; The End Springs; Aalto... ..............Andrea è anche musicista ispirato, Selaxon Lutberg [varie uscite e un CD su Eibon Rec] e We Wait for the Snow [CD su Final Muzik] i due monicker principali per il suo personale diario di ambient, field recordings, elettroacustici bozzetti fatti di luci e (molte) ombre... davvero meritevoli. Da sostenere in ogni modo!

sabato 4 luglio 2009

venerdì 3 luglio 2009


















Ok oggi inizia anche la quinta edizione del TAGOFEST.


Ecco il programma:


VENERDI 3
Daniele Brusaschetto
Mgz
Quasiviri
X-Marillas
DJSET: Radio Gwendalyn

SABATO 4
A Spirale (fratto9 under the sky)
Be Maledetto Now! (Boring Machines)
Bread Pitt (Lepers)
Cani Sciorrì (Escape from Today/Canalese rec)
Cavallo Wanislavskji (Eclectic Polpo)
Drink To Me (Smartz)
DUNE (Donnabavosa)
Gazebo Penguins (Suiteside)
Larva (Cervello Meccanico)
Lebowski (Bloody Sounds)
Marnero (Bar La Muerte)
NEO (Megasound)
SCum From The Sun (Afe)
Squartet (Jazzcore Inc)
Wora Wora Washington (Shyrec)
Xtravagance Core (Palustre)
DJSET: Radio Gwendalyn

DOMENICA 5
Blake/e/e/e (Unhip)
Comaneci (Madcap)
Lendormin+Sara DIetrich+Tiziana Lo Conte (Setola di Maiale)
Lleroy (Marinaio Gaio)
Meerkat (Grey Sparkle)
Nicker Hill Orchestra (In the bottle)
Nufenen (Pulver and Asche)
She Said What (Marsiglia)
Squarcicatrici (Burp)
The Hutchinson (Wallace)
Trouble vs Glue (NO=FI)
DJSET: Radio Gwendalyn

+Banchetti/Distro delle seguenti etichette

Afe Records
Bar la Muerte
Boring Machines
Bugfoot Collective
Burp Enterprise
Canebagnato
Cervello Meccanico
Depression House Records
Donna Bavosa
Eaten by Squirrels
Eclectic Polpo
Escape from Today
Farmacia 901
Fooltribe
Fratto 9 Under the Sky
Fromscratch
Grey Sparkle / Moriremo Tutti Records
HysM
In the Bottle
Incisioni Rupestri
Indierama
Jazzcoreinc
Lazza Records
Lepers
Lisca Records
Madcap Collective
Marinaio Gaio
Marsiglia Records
Megaplomb
Megasound
Mescaleros Crew
Monstre par Exces
Movimento Flaneur
Niente Records
Ni**aville
NO=FI
Palustre
Pulver und Asche
Radio Gwendalyn
Scriveremale
Seahorse Recordings
Second Family Records
Selva Elettrica
Setola di maiale
Shyrec
Smartz Records
Suiteside
Stuprobrucio
To Lose la Track
Unhip Records
Valvolare records
Wallace Records
Wild Love Records
Zerostyle/Seitan!

giovedì 2 luglio 2009

A couple of gigs we support - click to see.

lunedì 29 giugno 2009

2 fresh Fecalove tapes out:



CRACKSTEEL / FECALOVE - "NOISEDEATH ORGASM" C60
-
Japanese harsh noise vs italian harsh noise/power electronics !
Ugly xerox on deluxe gold paper .


DEAD BODY LOVE + FECALOVE C40 -
Italian harsh noise collaboration . Subhuman incest , suburban degradation . Fuck off . Pizza Of Death # 5.

[Europe 6 € /World 7 €]

Contacts:
www.myspace.com/fecalove
www.nicolavinciguerra.com

giovedì 18 giugno 2009


THE INTELLECTUALS - Triple [11 trX LP w/ free CD - JeetKune - 2oo9]
Amo gli Intellettuali da quand'erano il più selvaggio lo-fi trash duo d'italietta - il loro primo concerto che vidi fu tra i più belli e coinvolgenti, e mi presero subito...
è forse anche per questo che sono particolarmente legato al Loro suono dei primordi, solo chitarra+batteria - ai primi 7'' e al grande esordio "Black! Domina! Now!", che ritengo insuperabili. Ma adesso non mi fanno certo schifo! Anzi sono tra i pochi gruppi italiani del genere che continuano a dirmi qualcosa. Ma non posso fare veri raffronti perchè, appunto , loro per me sono proprio un'altra cosa. Un paio di settimane fa ho approfittato di una puntatina da Soul Food (ero solo, quindi ci ho messo un paio di ore buone - quando c'è qualcun altro con me e dopo un po' comincia ad aspettarmi a braccia conserte mi sento in colpa a starci più di 4o minuti) e mi sono preso il nuovo album, in questa prima edizione limitata in vinile bianco, con CD + booklet di 12 pagine allegato. Dico subito che il suono del disco è ottimo, frutto sicuramente delle abilità degli storici Toe Rag Studios, ma anche dell' impeccabile stile e della profonda competenza in materia che indubbiamente la band ha sempre posseduto. I nuovi pezzi sono più calibrati, forse più 'classici' e meno grezzi, la chitarra sfrigola un po' meno, ma sono sempre loro. Dall'opener Orange Alert provano qualche nuova strada per andarsene a spasso nei loro generi preferiti - soul, garagepunk, blues(punk) - e ci mettono piacevoli fragranze Monks, i sempiterni Bassholes ma anche qualche assonanza con gruppi moderni tipo i Lost Sounds. Tra i momenti più caldi ci sono Miss Johnny, Sex on TV , One Riff, One Verse... c'è addirittura una Freedom Of Love II : sequel (?) di uno dei loro migliori primi brani. Devo ancora metabolizzarlo, comunque. Per il momento direi non il loro miglior lavoro, ma un altro buon disco. Di questi t
empi è già qualcosa.


THE INTELLECTUALS - Invisible is the best [ 14 trX - LP on Hate / CD on Dead Beat - 2oo7] Visto che ci sono, vi segnalo anche il precedente album - il primo come trio, dopo l'entrata di Tina alle tastierine - del combo romano. Avevo già avuto modo di assorbire bene questi brani, da quando gli autori mi avevano gentilmente regalato le versioni demo (un CD-R che si intitolava Fichetti)... poi mi sono accattato sempre la versione vinilca su Hate, che è poi quella che vi consiglio, anche in virtù del solito fumetto interno [col Guitar_Boy che diventa invisibile] Beh, i pezzi notevoli si sprecano: Vinyl junkie paranoia ... We are Cells ... Go to the beach with Cinnamon girl ... R'n'r Jedi ... Oh! Freud ... My Brother Chorizo e - come nel primo lp - ci buttano una manciata di cover ad insaporire ulteriormente il tutto - in questo caso è il turno di White Light/White Heat [VU] Identity [X-Ray Spex] e Never Understeand [Jesus&MaryChain]. Se non li avete mai sentiti, già questo dovrebbe almeno suggerirvi di che stiamo parlando. Una bolgia di chitarre + urla + batteria minimale che vuole solo continuare a fare pum pum pum e di sincero, un-progressive, rumore RnR-blues _ fake english, amore maniacale per i vinili targati Crypt e In The Red, e genuina attitudine Punk '77. Davvero ottimo.

sabato 13 giugno 2009

venerdì 12 giugno 2009

HIROSHIMA MON AMOUR - Embryo Tour 2oo5 [18 tx CD - 69'.oo'' - Danze Moderne - 2oo8] Pratica desueta quella della pubblicazione del disco live, soprattutto per un gruppo così underground, ma del resto di "moderno" comunemente inteso gli HMA hanno sempre avuto poco. Assistetti ad una data di questo tour, di poco precedente a quella immoratalata sul CD, quindi ricordo bene parecchie cose e in particolare l'inedito "Come ogni notte". La scaletta attinge ovunque, da Anno Zero, da Dedicata e dall'antologia di rarità Cambio (Ingenuità, Aspettando Domani, Desiderio Impossibile, Luna...) oltre a ben eseguite, ma più prevedibili, cover di Siberia e Play for today, e infatti "abbasso le cover bands" (come dice Carlo Furii). Un documento attendibile degli Hiroshima in questa incarnazione e l'epos della loro new wave: cristallina, eppure cupa, ma ben lontana dal goth. Ogni singolo brano pare costruito con grande cura - parole, melodie, pause e cambi: all'insaputa del grande pubblico (anche 'indie') c'è chi, in questi anni, ha messo la propria passione non solo per omaggiare Ultravox, Wire e Joy Division, ma soprattutto per raccontare le proprie pulsazioni, facendosi portar via da sonorità, che ancora oggi, a distanza di trent'anni, magicamente svelano nuove corrispondenze e coprono distanze.

LURKER OF CHALICE - s/t [1o TrX digipack CD - 68'.34'' - Southern Lord Records -2oo8]
Disco di culto, o - come si suol dire in casi simili - "maledetto", questo dei Lurker Of Chalice, uscito nel 2oo5, esaurito, e tornato disponibile dallo scorso anno.
La goticorrorifica cover e il marchio Southern Lord dovrebbero suggerirvi l'umore. I contorni dei brani si tingono da subito di un atmosferico black/depressive composto e suonato dal solo Wrest [Leviathan, nonchè occasionalmente voce dei Sunn 0))) ]. Asfissiante, gelido e senza speranza, - pare incamerare influenze quali Fields Of The Nephilim, l'apocalyptic folk come gli incubi più ambientali di Burzum, e si compone di monoliti di tutto rispetto come Piercing where they might - una lenta e inesorabile processione verso eclissi totale.

giovedì 11 giugno 2009

MELTDOWN [ promo 1999 ] Quando in gioventù ci si è palesata l’onnipotenza dell’Hc, il più grande gruppo dell’universo della musica vivente erano gli Earth Crisis. Almeno che non siano venuti a Roma in un momente che non ero in grado di intendere e volere o che stavo al mare, non mi sembra che l’ensemble Syracuse sia mai passato da queste parti. Col senno di poi, si potrebbe anche dire sticazzi visto che in città giravano Timebomb, Purification, Growing Concern e altri 72.mila gruppi di Cristo. Non per fare gli storiografi della minchia, ma va detto che proprio dalle coordinate degli Earth crisis e quegli altri bastardi degli Integrity hanno poi preso il via due filoni ancora più devastanti nelle schiere del mostrouso circuito che si è gonfiato tra la stanzetta del vecchio mattatoio e quella specie di sala prove misto palestra del Mondial sound. Uno più vicino ai Neurosis con i Dehumanize per intenderci e l’altro alla svezia di Haunted e altri massacri vari con i Face the fact. A lungo, alcuni dei membri di queste due formazioni si sono alternati anche in un'altra realtà degna del più grande rispetto come i Meltdown. Proprio nei giorni in cui abbiamo avuto la piacevolissima sorpresa di scoprire il loro profilo su myspace siamo anche riusciti a rimettere le mani su un loro irripetibile promo del 1999 e di cui invochiamo calorosamente la ristampa. "Soul Integrity" e "Corporal Lies" sono l’estremizzazione perfetta dell’essenza della discografia della Victory dei tempi d’oro con la rozzezza e la precisione delle asce svedesi di In flames. Il cantato e i cori sono uno spettacolo strepitoso, tanto più sorprendente se pensiamo che l’artefice principale è Simone poi chitarra degli stessi Dehumanize. Spawn e Lobo sono ora insieme nei Trigemino che debuteranno con il loro nuovo progetto finalmente al sinister noise il prossimo 25 giugno. Approfittiamo dell’ospitalita del buon Antoine per porgergli tutti i migliori in bocca al lupo. Ah comunque il 3 settembre ci sono gli Earth Crisis a Bologna…
[Tragedia d’Orzano]

Comunque la pensiate, credo che il filmato di Beppe Grillo alla Commissione Affari Costituzionali del Senato sia comunque un bel precedente.

Ciao Enrico.



















"I partiti di oggi s
ono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti. La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude. Quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l'operazione non può riuscire. "

Enrico Berlinguer, «La Repubblica», 28 luglio 1981

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mercoledì 10 giugno 2009



Mettendo in ordine scaffali di promo e non, rivedo dischetti dei SINGING DOGS che Alessio - loro vx/gtr nonchè implicato nella Primitive Rec [avete già la vostra copia di Sick Of Being Sick? ] - mi aveva spedito tempo fa ma per motivi indipendenti dalla mia volontà non ero riuscito a segnalare decentemente. Così mentre la puntina gira sul 7'' L.A.D.F. vi scrivo due parole su questa banda - ormai attiva da qualche anno - proponendovi di dargli una possibilità. Fanno un buon trash'n'roll: superchargeriano, sanguigno e 'punk'. Hanno inciso vari 7'' per Ken Rock, P.Trash, Lo-Fi... partecipato a qualche compila ed hanno in uscita uno split a metà coi Cokerocket.


Oh! Qualcuno che omaggia i mai troppo noti AEROSOLS !
_ feroce caterpillar hard-core spazza-tutto dalla East Coast _ riproponendone l'intera
discografia - costituita da 3 rapidissimi 7'', tutti usciti per l'ottima Youth Attack [stessa di Charles Bronson, La Piovra, No Age, Surf Nazis Must Die...] e oramai tutti sold-out. A farlo è un blog pieno di tanti altri bei dischetti, soprattutto Punk/HC, che si chiama Radio Molotov - e questo è il post.

Indicazione di v(u)oto.









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martedì 9 giugno 2009

MORRISSEY - Years of refusal [12 tx CD - Decca -.- 2oo9] Una delle cose che davvero fa sentire il passare del tempo è non provare quasi più trasporto per gli artisti che più di tutti sapevano emozionarti. E per me gli ultimi mesi sono stati davvero tragici in questo senso. Sarà che si cambia, sarà che loro emulano se stessi, sarà che è gente fredda, sarà che non c'è il mare a Praga. Eppure è sempre difficile essere obiettivi quando ci sono di mezzo certi affetti. Beh. Steven è stato il mio mentore per diversi anni cruciali, e - a differenza mia - non credo cambierà mai. Ha appena spento le sue prime 5o candeline, eppure canta ancora cosette come "nobody needs my love", I'm ok by myself e via di questo passo. Pare essersi un po' riappacificato coi suoi "younger/darker years", e -da quanto cantava negli ultimi dischi- aver scoperto (o apprezzato) le gioie del sesso. Ma non sembra essergli bastato. E' sempre pronto ad intristire la festa, e a suo tempo gli ero grato per questo. In questo nuovo album dalla discutibile copertina si respira un po' la stessa aria degli ultimi due lavori, ossia un buon Rock Inglese - quello di cui è stato lui stesso a forgiare le coordinate - elegante e âgé, lirico ma abbastanza tirato (l'iniziale Something is squeezing my skull) e una volta esserci messi il cuore in pace e realizzato che nè Viva HateVauxhall and I torneranno (ma forse nemmeno Your Arsenal) si può comunque godere di queste nuove canzoni, che ancora una volta allineano vizi e virtù degli ultimi anni di Moz: qualche momento di noia, e poi improvvise scintille; pesanti ripetizioni delle sue tematiche di sempre e capacità di commuovere ancora, magari senza motivi apperenti (It's Not Your Birthday Anymore , You Were Good In Your Times... che colpi bassi!). Quando ho sentito il singolo I'm throwing my arms around Paris ho pensato che fosse carino ma un po' debole. Dopo aver sentito il resto mi sono reso conto è tra le offerte migliori dell'album. Album che comunque, va detto, non offre nemmeno un singolone all'altezza di You have killed me o First of the Gang to Die - giusto per parlare delle sue cose più recenti. E' questo il dramma: sono spesso canzoncine graziose ma dispersive che non si sa bene dove vogliano andare a parare, e comunque lo fanno senza troppa verve. E non voglio tirar fuori sempre la solita storia di quanto si avverta la mancanza di Johnny Marr : Morrissey ha fatto ottimi dischi anche da solita e queste canzoni sarebbero anche state belle B-sides, 10/12 anni fa - ma messe di fila non fanno (più) niente di particolarmente memorabile, e a volte paiono semplici pretesti cuciti sui vezzi della sua voce - quella sì ancora unica ed indiscutibilmente magica. Insomma non è che sia proprio accio, meglio di tanto altro dalla perfida Albione, e noi gli vogliamo sempre bene, ma... meglio non pensare a Bona Drag. Ciò non toglie che spero di andarlo a sentire in concerto l'estate prossima e Cristo, non so, può essere pure che se lo incontrassi lo abbraccerei in crisi isterica e forse gli chiederei: " Excuse me, are you Morrissey? " O forse no.

lunedì 8 giugno 2009

domenica 7 giugno 2009

Già aperte le prevendite per la due giorni finale del P.R.E.
Eccovi il programma
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Post Romantic Empire & Init. Club presentano

POST ROMANTIC EMPIRE FINAL FEST

17/18 OTTOBRE 2009

INIT. CLUB
Roma . Via Della Stazione Tuscolana 133
www.postromantic.com
www.initroma.com

il programma del Fest verrà annunciato dal 15 Luglio

www.myspace.com/deadlounge

infoline: +39 3280388313

PRE FINAL FEST è l’ultima esperienza di Post Romantic Empire, e la sua manifestazione finale. Una maratona nera e cangiante che avrà una durata minima di 27 ore consecutive. PRE FINAL FEST sarà una celebrazione unica nel suo genere e non una semplice rassegna musicale: artisti ed amici sono invitati a condividere la gioia e la malinconia di un finale felice. Il XX secolo non è ancora finito: usate e abusate emozioni, siate parte dell’Impero!

PREVENDITA:
Il prezzo dei biglietti parte da 35€ ed aumenta mensilmente.
La disponibilità dei biglietti in prevendita è limitata a 500.
I biglietti in prevendita permettono di partecipare all’intero programma del Fest e possono essere acquistati in prevendita presso il negozio TRANSMISSION: Via dei Salentini 27 (Roma . IT), o contattando:
info@transmission.it ~ www.transmission.it
Le modalità di pagamento accettate sono:
ricarica su carta postepay o via paypal.
Una volta completato l’acquisto verrà comunicato un codice alfanumerico, da presentare al momento del ritiro del biglietto il giorno dell’evento.
Attenzione: essendo la disponibilità dei biglietti limitata si consiglia di scrivere a info@transmission.it o
a giulio@postromantic.com per verificare la disponibilità.

PARTECIPERANNO:
Current 93 ~ Mouse On Mars ~ Sieben ~ Steven Severin ~ Pantaleimon ~ Warbear ~ Riga ~ MIR + Gamers In Exile + Gianni Music (Slow Motion) ~ PRXS ~ Cutter ~ Claudio Fabrianesi dj set ~ Naevus ~ Spiritual Front ~ Mushy ~ Albin Julius dj set ~ Othon Mataragas ~ Ernesto Tomasini ~ Andrew Liles (Nurse With Wound) ~ Fabrizio M Palumbo ~ Paul Beauchamp ~ Evor Ameisie (Northgate) ~ Directing Hand ~ Lili Refrain ~ Sarah Dietrich ~ Claudedi (Malato) ~ Spectre (Ain Soph) ~ Andrew W K ~ Baby Dee ~ Hush Arbors ~
Jorg Buttgereit feat. Nekromantik ~ Cupio Dissolvi ~ Peter M (Mannequin) ~ Sight Problem Video (Clichè Video) ~ ed altri a venire




YEAH, MODERN LIFE IS RUBBISH.

Maybe because of BLUR's rentrée?
Ah-ah-ah. No. Just kidding. Blur weren't bad in their early days - well anyway WAAAAY better than that bunch of monrons w/ BEAT-LESS haircut... (Christ! When will you die?) --- However, to me, all this thing seems just like 'The night of the living brit poppers' or something. Please stop the reunion madness.

sabato 6 giugno 2009

Click on + see.



Abbiamo deciso di sostenere il quotidiano "Il Fatto", ideato dallo staff di Voglioscendere e attualmente in lavorazione - come azione concreta per dire un altro piccolo ma importante NO al lercio regime forzapiduista che, sempre più rapidamente, sta facendo marcire questo povero paese. Non è proprio il momento di permettersi il lusso di farsi i cazzi propri (nè tantomeno quello di non votare). Questa la mail per info e prenotazioni: dettofatto@ilfatto.info per il resto vi rimando al blog.


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Se amate l'ingenuità della prima punkwave italica, visitate l'apposita sezione dell'ottimo blog ISKSP - offre uscite storiche quali Mittageisen, Sorella Maldestra Luti Chroma, Kaos Rock, S.I.B. Dirty Actions, Ice and the Iced, Aedi, Windopen, Mercenary God, Decibel, Stupid Set...





venerdì 5 giugno 2009


FRARA IS BURNING, DIAL 114!
The O’STYLE connection.

Sin da quando esiste il rock indipendente in Italia, Bologna è stata additata, anche quando non ce n’era bisogno, quale capitale del rock in Emilia Romagna: ogn
i altro capoluogo di provincia ha vivacchiato all’ombra del supposto fermento della rossa (‘na sega) città. Ok, possiamo pensare ai CCCP, non bolognesi bensì reggiani, comunque unico parto che si ricorda della città in questione. Bè, io, in quanto bolognese (di provincia ma pur sembre bolognese), campanilista e devoto ai Maroni del Nettuno, voglio smentire e spostare il tiro sulla città eternamente nemica alla mia: Ferrara. Bè, voi dovete sapere che oramai a Bologna ci si rompe le palle, e sono anni che non succede nulla di estremamente folgorante. Ci sono locali, centri sociali, alcuni dei quali molto belli, ci sono concerti (mai troppi però, che sennò ci si abitua male eh). Ma la produzione autoctona, oramai, non rende giustizia al buon (?) nome della città: sui motivi potrei riempire dieci fogli di affermazioni contraddizioni e dinamiche oscure, ma non è il caso. Vorrei invece fare qualcosa che il mio proverbiale e sano campanilismo mi impedirebbe di fare: parlare, bene, di Ferrara e di ciò che vi accade, musicalmente parlando. A FE, per quanto ne so io, non è che ci sia mai stato un grosso fermento, o meglio, non si è mai puntato sulla quantità, per svariati motivi: la città in sé è piccola, e la provincia è estesa e un filo dispersiva. Ora, cercherò di nominarli il meno possibile perché sennò rischiano di diventare sputtanati, ma dagli anni ’80, un nome è rimasto tatuato sui cuori di chi fa musica alternativa con una certa attitudine: parlo ovviamente degli IMPACT, che ancora oggi girano e sono uno dei punti fermi del punk italiano, una di quelle band che sono una certezza, che ti danno sicurezza. Ecco, per quanto ne so io, solo loro c’erano, e tutto o quasi tutto quello che è successo dopo è stato grazie a loro. E non è un caso se troviamo Janz, il loro chitarrista, fra i nomi dietro a questa splendida realtà chiamata O’STYLE. Ora, questi loschi soggetti dal dubbio accento stanno dimostrando che ci può essere una realtà seriamente indipendente senza tirare in ballo troppe pugnette di natura politica o etica. Qua si parla semplicemente, di musica indipendente e di voglia di creare e di pubblicare dischi. Dietro al nome O’Style, oltre a Janz c’è Eugenia Serravalli, ultraquarantenne d’assalto, una specie di eminenza grigia con il decuplo della mia energia (e ho 26 anni) e idee sempre interessanti, dal punto di vista creativo. Lei suona in 3 dei 4 gruppi che andrò a citare. In ordine cronologico, o meglio, di anzianità, inizierò con le SORELLE KRAUS, il primo gruppo che ha adottato il marchio O’Style, per la precisione sul loro secondo cd “Lunatic”, che a mio avviso è un piccolo capolavoro. Le Sorellone esistono dal 2003 mi pare, e hanno fatto uscire un cd omonimo, il suddetto ep, e un cd intitolato “The Worst of Sorelle Kraus”, che raccoglie i due cd, più tre pezzi inediti. Questa band è il classico esempio che il punk serve a un sacco di cose ma fare i punk non serve a un cazzo, ed infatti le nostre non fanno le punk, anzi, cercano di suonare bene, facendo musica non troppo assurda e producendo bene i loro dischi: in altre parole, sono un meraviglioso gruppo POP! Sono capaci di accostare melodie incantevoli a passaggi vagamente dissonanti, con reminescenze garage e suoni assolutamente rock. E’ un gruppo che starebbe bene in heavy rotation nelle radio da college americane, con la voce di Elena, che, con un certo piglio quasi “karaokista” riesce non so come non solo a non sfigurare, ma addirittura a dare la spinta perfetta alle nostre, dato che non riuscirei ad immaginarmela in nessun’altra band! Dopo le Sorellone, parliamo dell’”anello debole” della catena, gli HELL TOUPE’. Dico “anello debole” non perché non mi piacciano (anzi!), quanto perché fanno un punk rock abbastanza canonico rispetto alle altre band. Ciò non toglie che la band di Eugenia, Pollo e Azzurra si faccia valere non solo dal vivo, ma anche sul loro omonimo cd, che si apre con la devastante “You Fascist Must Die”, sulla linea di un punk senza fronzoli, veloce e tagliente, con titoli spassosi come “The Junkie Nuns”. Ecco, se io fossi stato al loro posto, mai mi sarei sognato di incidere “White Minority” dei Black Flag, che, oltre a non essergli venuta granchè, è un pezzo che non si tocca…In ogni modo, supportateli, anche solo perché non scomodano il fantasma dei Ramones come TROPPI gruppi al mondo. Ma adesso arriva la violenza vera e propria: i CAPTAIN NEMO sono una roba da pazzi! Nonostante ne abbia già parlato il buon Antoine e nonostante io purtroppo non li abbia mai visti dal vivo, posso solo dirvi che, appena messo su il loro omonimo debutto, ho pensato che mi avessero rifilato un inedito di Klaus Schulze, invece, ad un certo punto parte una rullata di batteria, una chitarra iperdistorta e delle risate inquietanti: questa è “Lipstick Fiend”, la traccia che apre questa piccola perla di rumore melodico proveniente dalla bassa. A tratti etereo, a tratti violentissimo, a tratti semplicemente un’orgia di campionamenti e rumore, il suono dei Captain Nemo è un qualcosa di difficilmente classificabile (soprattutto da uno come me che ha ascoltato solo sixties fino a cinque anni fa) se non, come dicono a Bologna, come “una gran fattanza”. A metà strada tra i Butthole Surfers e i Cosmic Jokers. Da ascoltare, amare oppure odiare, non so, fate voi. Non so dire altro su questa meraviglia, quindi passerò a descrivere un’altra meraviglia, che è “Eco” dei LARSEN, duo formato, a quanto ho capito, da due dei Capt. Nemo. Cantano in italiano, ma tanto non si capisce un cazzo, e sono punk fino al midollo. Ricordano i Mudhoney, i Nirvana e tante altre cose, ma hanno una personalità veramente spiccata. Usano il Big Muff come se fosse un’alabarda e il cantante principale sembra un Edoardo Bennato prossimo al coma etilico. L’unico pezzo in inglese, “Packed In”, ha la statura del classico, e la meravigliosa ballata “Stella del Giorno” è una specie di “All Apologies” della bassa, grazie anche al grande utilizzo delle etiliche voci da parte dei due. Questi potrebbero già saltare la parte della gavetta che ogni gruppo underground fa, perché volano già in alto. Al loro attivo pure un cd registrato dal vivo, “Live at 344”, dove per 344 si intende il numero civico della casa di Pollo e Azzurra, rispettivamente batteria e basso degli Hell Toupè, nel quale salotto spesso e volentieri si organizzano concerti e jam devastanti. Anche questa è Ferrara, non Bologna. Una piccola e bellissima città, dove, oltre a sagre della salama da sugo, poliziotti che pestano a morte ragazzi ed eroina, pare che anche se magari non c’è la libertà di fare casino, ce la si prenda, come dovrebbe succedere ovunque…
[FRABBO]

Avere Vent'Anni (dopo).
Gloria Guida, reginetta assoluta dei liceali '7o, ritorna sul set, dopo un'assenza durata 2o anni.
Per il momento non sarà dir
etta da Richard Kern, ma chissà.
Bentornata comunque.



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-----------------> PERIODO BIANCO

giovedì 4 giugno 2009

Here's a live video from LA CALLE MOJADA - one of the best dreampop bands around here. This is a new song, called Thin Place. Well, whatever, Italy totally sucks for many many many things - and live music is nothing but a bad taste joke, here: wrong people, bad people, wrong/bad people, no passion, no idea of what they're doing, lack of musical culture... nobody really cares. Anyway - as you can hear - good bands sometimes can be good anyway.


Footage by PALL - more on ->